Sesto San Giovanni, 29 aprile 2014
Incendio capannone Marcegaglia Contino, dubbi sulla sicurezza. La Fiom: “Problema molto sottovalutato. Migliorare le condizioni di lavoro ed eliminare i fattori di rischio”.
Cominciano ad affiorare i primi dubbi in merito alla sicurezza, relativamente all'incendio divampato all'altezza del tetto del capannone 3 dello stabilimento Marcegaglia spa di Contino di Volta Mantovana nella mattinata di oggi.
Ovviamente saranno i vigili del fuoco, intervenuti quando ormai le fiamme erano spente, insieme ad altri organismi competenti (Carabinieri, tecnici Arpa, Asl, ciascuno per le proprie competenze) a spiegare l'origine dell'incendio e ad accertarne le cause.
"Un rappresentante dei lavoratori alla sicurezza (rls) ha coordinato le operazioni di sgombero, non essendo stato mai provato un piano di evacuazione", spiega Mauro Mantovanelli della Fiom di Mantova.
"Non risulta sia suonato alcun allarme antincendio, nè sia stato trovato un innesco, si parla di un corto circuito di un motore elettrico, stando alle primissime ricostruzioni. La produzione comunque non si è fermata e per un paio d'ore abbiamo assistito alla disorganizzazione più totale, con una evidente mancanza di comunicazione sia rispetto al motivo scatenante il rogo, sia il da farsi, tanto che i lavoratori del II turno non sono stati nemmeno allertati sull'evento", aggiunge Mantovanelli.
"In un primo momento era stato stabilito che la fabbrica dovesse rimanere chiusa per due giorni, poi invecel'azienda ha deciso di continuare la produzione, in presenza di questa voragine sulla testa degli operai".
"Gli interrogativi permangono allora, visto che al momento è disponibile solo un verbale dell'Asl che specifica che le particelle derivanti dalla combustione del materiale componente il tetto: cemento-amianto con un'intercapedine in vetroresina non sono nocive. Certo, in attesa di capire qualche cosa in più, dopo un colloquio avuto anche con un responsabile del personale dell'azienda, si può dire che l'accaduto mette l'accento sul tema della sicurezza all'interno dell'impianto.E se non si può parlare di dramma, certamente si tratta di un pericolo, di qualcosa di più di un semplice campanello d'allarme", conclude Mantovanelli.
"Purtroppo questo ennesimo fatto è la riprova evidente delle cose che diciamo da tempo e ribadito in questi giorni. Quando si dice che in alcuni stabilimenti Marcegaglia non si lavora in sicurezza non si dicono cose pretestuose ma la pura e semplice verità, afferma il coordinatore nazionale Fiom degli stabilimenti Marcegaglia Mirco Rota.
"Si tratta di un ennesimo episodio, dopo quello recente occorso a Ravenna, che ha a che fare con la sicurezza e in questo caso per fortuna non ha avuto conseguenze per chi lavora. A questo punto, aggiunge Rota, oltre alle cose che da tempo stiamo dicendo ci viene spontanea un'altra domanda: ma a Mantova gli enti preposti in tema di sicurezza hanno presente in quale situazione si lavora in Marcegaglia?".
"Da parte nostra come Fiom Cgil abbiamo fatto diverse segnalazioni e, naturalmente, il nostro interesse non è quello di una banale polemica, ma di collaborare e operare anche con l'Asl affinché vengano migliorate le condizioni di lavoro ed eliminati i fattori di rischio. Questo è il nostro obbiettivo, che purtroppo fino ad oggi Marcegaglia ha sottovalutato", conclude il sindacalista.