Marcegaglia Buildtech, annunciate nuove dismissioni.

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FIOM-CGIL-OKSesto San Giovanni, 11 luglio 2014

Marcegaglia Buildtech: non è ancora chiuso lo stabilimento di Sesto San Giovanni e l'azienda pensa già a un nuovo piano di disimpegno industriale. Mirco Rota (FIOM): 'Chiara strategia dismissione, istituzioni non stiano con le mani in mano'.

Dopo la chiusura e gli esuberi di Sesto San Giovanni, la Marcegaglia ha deciso un ulteriore corposo disimpegno industriale attraverso la cessione di stabilimenti altri rami d'azienda. Non termina qui dunque il piano di smantellamento di Marcegaglia Buildtech.

La direzione Marcegaglia ha deciso che a Potenza, dove sono occupati 57 dipendenti, si arriverà alla cessione dell'azienda e di tutti i dipendenti ad un'azienda che oggi collabora con la fabbrica che produce ponteggi per l'edilizia, attraverso un rapporto di progettazione e commercializzazione. Si tratta di un'azienda di Piacenza, di ridotte dimensioni, che conta una ventina di dipendenti, un fatturato e un volume d'affari non proprio di prim'ordine. Il giorno successivo, la medesima operazione è stata prospettata a Graffignana (Lodi), dove l'intenzione di Marcegaglia sarebbe quella di cedere un presunto ramo d'azienda a un'impresa dove verrebbero ricollocati 10 dipendenti.

Successivamente, nello uffici di Milano circa 20 impieagti operanti nelle settore commerciale, sarebbero riallocati attraverso un'operazione che l'azienda vorrebbe definire attraverso un'altra cessione.

Si tratta di decisioni, tutt'altro che strategiche, ammette Mirco Rota, coordinatore nazionale FIOM per gli stabilimenti Marcegaglia, definite nelle segrete stanze di cui le organizzazioni sindacali, che fino all'altro ieri discutevano della chiusura dello stabilimento di Sesto San Giovanni, sono all'oscuro, come emerso nella riunione tenutasi ieri a Potenza con la direzione dell'azienda. Decisioni ancora più preoccupanti, che fanno capire come non ci sia la minima volontà da parte dell'azienda di investire in nuovi prodotti o produzioni, ma ci sia anzi quella di dismettere senza confrontarsi in un ragionamento complessivo, né con le istituzioni che fanno finta di non vedere quello che sta avvenendo.

Per queste ragioni, quando formalmente verrà avviato l'iter dell'esame congiunto previsto dalle norme, come organizzazioni sindacali insieme ai lavoratori valuteremo le opportune iniziative sindacali per tutelare i lavoratori che oggi sono sempre più coinvolti da logiche che vanno sempre più verso la strada del disimpegno totale”, conclude Rota.


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