Magneti Marelli in vendita? che futuro per i lavoratori?

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La Magneti Marelli è da anni al centro d'indiscrezioni che la vedrebbero fuori da Fca. La Fiom nel corso del Comitato Aziendale Europeo ha chiesto al management di Fca chiarimenti sulle strategie aziendali, la risposta ricevuta è stata molto chiara: la proprietà stava procedendo con il progetto di spin off già comunicato dall'amministratore delegato nella conference call con gli analisti a giugno.

La proprietà ha, viste le informazioni pubbliche mai smentite, cambiato idea: in assenza di comunicazioni formali la notizia è che Magneti Marelli è in vendita. Lo scenario sarebbe quindi completamente diverso da quello precedente. Mentre con lo spin off la Magneti Marelli sarebbe rimasta di proprietà di Exor (della famiglia Agnelli- Elkan), con la vendita il controllo passerebbe a una nuova società. Dalle visite che si alternano negli stabilimenti sembrerebbe essere una questione di tempo.

Il nuovo management avrebbe quindi intrapreso la strada di un negoziato con il Fondo KKR. Molte fonti, non smentite

dall'azienda, parlano di una trattativa per la cessione a un prezzo che si aggirerebbe tra i 3,23 miliardi ed i 6 mld. La cessione porterebbe a una «fusione» con la Clasonic Kansei, multinazionale giapponese che opera nel settore dell'automotive in America, Europa, Asia e ha stabilimenti in 15 diversi paesi e circa 22mila dipendenti.

La Fiom ha sempre sostenuto che la situazione industriale della divisione della componentistica di Fca ha al proprio interno linee produttive molto diversificate: dalle più redditizie e di prospettiva come gli stabilimenti impegnati nel lighting e nella propulsione elettrica ad altri siti di componentistica strettamente dipendenti dalle commesse di Fca. Gli stabilimenti che lavorano su elettronica, motore elettrico e lighting hanno una forte diversificazione delle commesse anche da produttori di auto stranieri, mentre plastica e sistemi sospensione sono spesso legati a doppio filo ai volumi di Fca.

La Fiom ha sempre dichiarato di essere contro qualsiasi ipotesi di «spezzatino» e di porsi l'obiettivo di salvaguardare il sistema industriale italiano della componentistica, di cui Magneti Marelli, sarebbe potuta essere un polo di attrazione per una internazionalizzazione. Lo scenario che sembrerebbe invece proporsi è di una cessione a una multinazionale giapponese.

La Fiom ritiene indispensabile che si apra un tavolo di confronto con il Governo e la proprietà per garantire l'occupazione e gli investimenti, sia negli stabilimenti di produzione che in quelli di ricerca e sviluppo, anche per impedire la perdita del know how del sistema Paese.

La Fiom in queste settimane è impegnata in tutti gli stabilimenti per tenere le assemblee sulla scadenza del Contratto Collettivo Specifico di Lavoro, il primo punto della piattaforma è avere chiarezza sul futuro proprietario del gruppo.

La Fiom chiede l'intervento del Governo per l'avvio di un confronto con l'azienda che garantisca l'interezza del gruppo, l'occupazione e lo sviluppo per il futuro dell'automotive ed in particolare della componentistica, anche con un intervento diretto pubblico.

La Fiom ritiene indispensabile che il management di Fca e Magneti Marelli, a fronte dei cambiamenti in corso, apra a nuove relazioni sindacali che riconoscano il ruolo attivo e centrale dei lavoratori.

In assenza dell'apertura di un coinvolgimento diretto in un tavolo di informazione e negoziazione, anche alla luce della scadenza del Ccsl, la Fiom discuterà con i lavoratori le iniziative utili a tutelare il lavoro e i suoi diritti.

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CHE FU TUR O P E R I L AVO R ATOR I?

SETTEMBRE 2018

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