Marcegaglia Buildtech Graffignana (Lodi): l'azienda licenzia 39 lavoratori.

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FIOM-CGIL-OKSesto San Giovanni, 17 novembre 2014. Marcegaglia Buildtech Graffignana (Lodi): l'azienda licenzia 39 lavoratori, l'assessore Aprea fa finta di non vedere.

La Regione intervenga subito.Sono in corso i licenziamenti nello stabilimento di Graffignana (Lodi), dove la Marcegaglia Buildtech, che opera nel settore dell'edilizia e dei ponteggi, ha deciso di licenziare 39 lavoratori.In questi anni – afferma Mirco Rota, segretario generale della FIOM Cgil Lombardia-l'azienda ha fatto ricorso all'utilizzo costante e continuo di ammortizzatori sociali e noi come sindacato dei metalmeccanici, abbiamo sempre detto che non era questa la strada da seguire, considerato il fatto che il gruppo Marcegaglia ha sempre rifiutato di effettuare investimenti nell'innovazione, in nuovi prodotti e produzioni per rilanciare il sito produttivo. Investimenti che non sono mai stati effettuati, né presi minimamente in considerazione, così come un nuovo piano di reindustrializzazione”.

Oggi tutti i nodi vengono al pettine e siamo di fronte dunque a una situazione kafkiana, in cui l'ex presidente di Confindustria - sempre in prima linea nel chiedere flessibilità e nuove regole per il mercato del lavoro - non fa investimenti, ma trova i soldi per licenziare, infatti gli unici soldi disponibili da spendere sono quelli per gli incentivi ai licenziamenti. Questo è il buon esempio che l'ex presidente di Confindustria dà al Paese”, afferma ancora il segretario delle tute blu lombarde”.

Manca all'appello una voce regionale in questa vicenda. Dispiace infatti, ancora una volta, constatare l'assenza in questa vertenza dell'assessore alla Formazione e al Lavoro della Regione Lombardia Valentina Aprea. Aprea, che in passato aveva ampiamente rassicurato sulle decisioni del gruppo di proseguire le attività in Lombardia, oggi non può liquidare il caso dicendo che non si tratta di un'attività core business per l'azienda, facendo finta di non vedere che per 39 lavoratori in esubero non ci sarà un futuro. Si muova dunque per cercare un'ulteriore mediazione e non si volti dall'altra parte”.

La Regione Lombardia – conclude Rota - deve iniziare a difendere sul serio aziende e posti di lavoro che stanno sul territorio, perché dire di essere federalisti facendoci chiudere le fabbriche non serve a nessuno.

 


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